• gil borz

Diritti privati e Degenerazione pubblica

Periodicamente l'Europa occidentale alterna periodi di razionalismo e laicità, come durante l'illuminismo nel '700 e nella fase attuale, a periodi di maggiore spiritualità, come ad esempio durante il romanticismo, a cui si devono fondamentali episodi artistici, dalle musiche di Beethoven al Frankenstein di Mary Shelley. L'idea che si sviluppa in controluce è che i periodi del razionalismo laico non coincidano con lo sviluppo delle arti ma, piuttosto, con l'acuirsi dei processi conflittuali e rivoluzionari.

Negli ultimi decenni l'Europa comunitaria ha fortemente accelerato la propria visione laica della società, autorizzando etiche e morali fino a pochi lustri prima considerate anti-etiche e immorali, in virtù del laico diritto ad essere ognuno come ritiene di percepirsi. Un diritto privato che, agli occhi del mondo che non condivide i medesimi valori razionali e laici, si definisce in termini di degenerazione (oggi Medvedev, ieri l'intero mondo islamico, quello cristiano ortodosso e, tra i denti, di una buona fetta del mondo cattolico osservante). Forse dovremmo interrogarci sul principio di laicità a cui ci riferiamo, sia per il dovuto rispetto a chi interpreta diversamente il criterio sociale, sia per non cadere nella trappola assolutista che fu già dell'illuminismo, destinato a indietreggiare di fronte alla montante domanda di spiritualità e di profondità. A meno che, essendo bianchi, europei e intimamente colonialisti, non riteniamo - come sempre - di essere quelli che hanno sempre ragione, a cui il resto del mondo deve guardare con rispetto e ammirazione.



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