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Funzionale, Speculativa o Artificiale?

Malgrado i diversi aggettivi che attribuiamo all'Intelligenza (emotiva, pratica ecc.) credo si possano distinguere due marco tipi di intelligenza: quella Funzionale e quella Speculativa. La prima, figlia dell'adattamento, cerca la "miglior soluzione" ad un'emergenza, intendendo per tale una novità, una diversità, una difformità, mentre la seconda approfondisce in via teorica le evenienze.

Entrambe si basano, manifestamente, sulla conoscenza dell'ambiente, sulla relazione con l'ambiente e sulle informazioni generali.

L'intelligenza, da quella reattiva dell'ameba che si allontana dall'ambiente quando incrementa il livello di acidità, a quella speculativa o funzionale della nostra Specie, che dispone della massima varietà di ambienti adattativi e quindi di risposte funzionali, sembra essere connessa ai modelli evolutivi: ogni specie definisce un livello di intelligenza adeguato a gestire la relazione con l'ambiente di riferimento.

Sembra poi che, secondo la teoria di Gaia Pianeta Vivente espressa da Lovecraft, lo stesso Pianeta adegui alcune caratteristiche attraverso la relazione tra materia organica e inorganica, adeguando le condizioni all'accoglienza della Vita. Il che, se fosse teoria confermata, affermerebbe che il Pianeta esprime una Intelligenza Funzionale, condizione, peraltro, che esplicherebbe il fatto che l'intelligenza non appartiene in esclusiva al mondo Organico. Lascio da parte le questioni planetarie per tornare a quelle della nostra Specie.

Le Teorie creazioniste e le diverse teologie mettono l'Uomo al centro del disegno divino, non fosse altro che per la maggiore intelligenza funzionale e speculativa che la nostra Specie dimostra, attraverso il linguaggio e l'azione, rispetto alle altre specie. Giusto domandarsi, allora, se un'Intelligenza Artificiale, più funzionale di quella umana, dedita alla speculazione e in possesso di ogni dato noto, dovrebbe porsi, nel disegno teologico, al posto dell'Uomo. Ovvero: se le religioni sono prevalentemente deterministe, una maggiore e migliore funzione intellettiva dovrebbe porre fine alla primazia del Sapiens.

Lasciando perdere le religioni resta ancora aperta una domanda laica: la selezione naturale punta, per caso, alla ricerca della migliore intelligenza possibile? e se sì quella artificiale, ancora agli esordi, si presenta come la migliore intelligenza possibile?

Se il riferimento è Sapiens, allora la discesa rapida del QI medio occidentale (se hai tutte le risposte a portata di click, se non hai bisogni per cui lottare, se non cerchi nulla o non ti poni domande speculative allora la tua intelligenza evapora) conferma l'ipotesi.

Se il riferimento è l'incapacità di Sapiens a percepirsi come Specie rimanendo abbarbicato a concetti originari quali gruppo, clan, colore, tribù, famiglia, nazione, (ovvero elementi coerenti con l'innata aggressività della Specie che non depongono affatto a favore della presunta intelligenza della Specie) allora, nuovamente, la risposta è affermativa: l'Intelligenza Artificiale può rappresentare un miglioramento.

Infine: se la rapida trasformazione ambientale rappresenta una minaccia per la Specie quale intelligenza può trovare soluzioni di salvaguardia per la Specie (come tale) e non solo per alcuni suoi rappresentanti se non l'Intelligenza Artificiale?



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