• gil borz

I Comodosi

Quando racconto ai più giovani (e per più giovani indico i 35enni) che viaggiavamo in auto senza aria condizionata, vivevamo in case senza aria condizionata e magari avevamo un monolocale senza riscaldamento a Milano, colgo negli sguardi degli interlocutori un misto tra sorpresa e compassione.

Eppure si viveva e forse perché eravamo giovani si viveva benissimo, così come avevano vissuto prima di noi decine e decine di generazioni.

Oggi pare che neppure davanti all'emergenza energetica o idrica passi per la testa dei più di ridurre, volontariamente e consapevolmente, i consumi: sostituire i condizionatori con ventilatori, contrarre i tempi della doccia, magari facendola fresca e non bollente, cucinare cibi semplici e veloci (l'estate lo consente), lavare i piatti a mano invece che con la lavastoviglie, usare la lavatrice solo a pieno carico, insomma quattro sciocchezze comportamentali che, moltiplicate per milioni di utilizzi, contribuiscono al bene comune.

Invece - lo ripeto - non si vede alcun mutamento, neppure tra quelli che, pochi mesi fa, manifestavano al grido "Non abbiamo un Pianeta B" sulle tracce di Greta.

Solo la Sobrietà e la consapevolezza dei propri consumi potrà consentirci di superare quella che mi auguro (senza crederci troppo) sia una fase momentanea: ma se non c'è ora la Sobrietà, domani ci sarà l'Austerity, le domeniche (e non solo) a piedi, le fontane vuote, l'acqua razionata con la fila dei civili davanti alle cisterne militari.

Finché siete in tempo compratevi un ventaglio.





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