• gil borz

il Grande Inganno: politica e confessioni

Marx ne parlava come l'Oppio dei Popoli, Nietzsche ne affermava il decadentismo che impedisce all'Uomo di emanciparsi, Russell scriveva "perché non sono cristiano" e Odifreddi concorda con Margherita Hack, per non dire di Ezra Pound.

Eppure, per quanto l'Illuminismo si affermasse ateo e i suoi nipotini, Marx e Nietzsche, definissero le rispettive ideologie in termini di ateismo, la politica attuale insegue "disperatamente" le correnti confessionali.

Filosoficamente vengo colto da orticaria quando sento politici di destra invocare crocefissi e rosari, o postmarxisti della domenica apparentarsi col bigottismo più palese.

Come se i politici attuali si vergognassero delle filosofie di provenienza, o si considerassero talmente incapaci a sostenere le proprie idee da doversi aggregare al gregge confessionale.

Per chi come me è prima di tutto laico il baciapilismo corrente provoca nausea e disgusto. E credo di non essere il solo.



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