• gilberto borzini

Il Mondo Lepre e il Turismo Tartaruga

Riprendo il titolo da un celebre testo di psicologia, il cervello lepre e la mente tartaruga di Guy Claxton.

Per una volta sono d'accordo con quanto scritto su TTG da Remo Evangelista: la nuova edizione della BIT ha presentato un vecchio turismo, Una vecchia idea di turismo, aggiungerei. Come se nei due anni trascorsi di pandemia non avessimo osservato cambiamenti repentini, tecnologici e di approccio al mercato, e non ci si fosse preparati all'inevitabile innovazione. Come un vecchio spettacolo di cabaret, condito da lustrini e piume di struzzo, da ipertrofiche brasiliane e pifferai siciliani, a reiterare il dejà-vù.

Circondati da sistemi intelligenti che esplorano i nostri più reconditi desideri e offrono risposte prima ancora che noi si ponga la domanda, gli attori del turismo domandano "dove si desidera andare", come se il turismo fosse geografico e non emozionale.

Attratti da QR che in immediato aprono gli accessi, sfogliamo pedanti cataloghi.

Circondati da VR, realtà virtuali e aumentate indichiamo col ditino l'immagine sbiadita.

In questi due anni il mondo ha proseguito la sua corsa, ma il turismo è rimasto seduto ad aspettare.



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