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Il Rapporto Brundtland e la Filosofia della Sobrietà

"Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri". Così recitava il Rapporto Brundtland, che risale all'ormai lontanissimo 1987.

I dati relativi al Consumo di risorse specificano che come "mondo" abbiamo consumato quelle che ci sarebbero spettate nel corso del 2022 già a luglio, mentre gli italiani si sono affrettati a consumarle già nel mese di maggio, rendendo la Sostenibilità e i suoi concetti un esile miraggio.

E' palese che solamente un'inversione di tendenza rispetto ai modelli di consumo e all'organizzazione dei consumi ci consentirà di avvicinarci al traguardo del "consumo coerente con le risorse disponibili", e altrettanto palese il fatto che se non si modifica la Consapevolezza individuale e sociale in materia di consumi ben poco potrà restare alle prossime generazioni.

Solo la Filosofia della Sobrietà, pertanto, ci consente di realizzare il Rapporto Brundtland: solo la riduzione dei consumi, l'abbattimento dei consumi "superflui" e la scelta consapevole di un consumo teso a premiare ciò che è prodotto mediante il riutilizzo dei materiali può consentirci un progetto realmente "sostenibile".

Diversamente la ricerca ossessiva di fonti energetiche tese ad incrementare un modello produttivo e di consumo coerente solamente con il "mantra economico" della Crescita indefinita del PIL non potranno che condurci al collasso sistemico.


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