• gil borz

IL SISTEMA SPEZZATO

Aggiornamento: 31 lug

Il Capitalismo è arrivato alla sua crisi definitiva, crisi sistemica e identitaria e per questo fomenta i conflitti.

L'animosità con cui gli Stati Uniti cercano lo scontro e il conflitto, con la Russia grazie al governo fantoccio ucraino e con la Cina inventando la possibile discesa in campo a favore di una Taiwan sapientemente stimolata, sembra suggerire la necessità statunitense di percorrere il facile sentiero dell'Economia Bellica per sostenere quel che resta di un modello economico che pare crollare sotto il proprio stesso peso.

Se questa fosse la giusta chiave di interpretazione, allora si spiegherebbe come mai l'intero blocco capitalista, per bocca dei suoi più autorevoli esponenti politici, sembri sostenere con una certa energia l'opzione conflittuale intrapresa dall'amministrazione americana.

Altrettanto bene si spiegherebbero i reiterati appelli di Papa Francesco alla Pace, appelli palesemente inascoltati, a volte persino irrisi essendo nota la posizione dialettica del Pontefice rispetto alla questione capitalista.

Nell'ultimo triennio l'occidente ha vissuto molto male: l'ondata pandemica ha falcidiato le economie, i governi hanno investito cifre imponenti per sostenere aziende e individui a cui la pandemia impediva di operare e guadagnare, il tentativo di “ripartenza” dei processi produttivi è stato amputato dall'impennata dei costi delle materie prime e dell'energia e le prospettive sistemiche non sono affatto rincuoranti.

È difficile produrre, ma anche quando si produce non c'è mercato sufficiente ad assorbire la produzione (il mercato automobilistico ne è un esempio evidente).

Per sostenere alcuni elementi economici si va avanti a “bonus” e contributi, ora per l'edilizia, o per il trasporto smart, per le spese correnti, per la ristrutturazione alberghiera, e anche questi sono segnali forti e imponenti di un “modello” giunto al capolinea, come se la struttura organizzativa del modello capitalista, insieme economico e sociale, stesse implodendo.

Facile ricordare che Karl Marx avesse previsto la crisi da sovrapproduzione e da iper meccanicismo applicato alla struttura operativa del lavoro, meno facile immaginare come si possa diversamente articolare l'organizzazione.

Per ora, in assenza (palese) di idee e proposte che nessuno schieramento politico sembra individuare l'occidente pare orientato ad alimentare la propria “fabbrica” costruendo e vendendo armi e sistemi di distruzione, adatti a, successivamente, movimentare la ricostruzione.



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