• gil borz

Next Stop: Technocracy

Ai tempi dello Statuto dei Lavoratori (1974) gli operai presidiavano le fabbriche contro il terrorismo. Consapevolezza e orgoglio di classe, partecipazione attiva alla politica e senso di rappresentanza politica erano un tutt'uno.

Ai tempi del Jobs Act (2015), gli operai presidiano i cancelli di fabbriche delocalizzate: imprecano contro il neo liberismo e non individuano alcuna rappresentanza politica.

Certo, a volte nella loro disperazione si ubriacano di demagogia, e saltapicchiano tra i partiti e i movimenti, salvo poi ritrovarsi, sempre e comunque, disillusi e amareggiati.

Così muore la democrazia che forse non è il migliore dei sistemi di governo possibili, anche se i regimi democratici affermano lo sia, ma sarebbe come chiedere all'oste se il suo vino è buono, perché per esistere ed essere effettiva la democrazia ha bisogno di consapevolezza di classe e di rappresentanza e in una società come quella attuale che non definisce le classi ma le frulla e le rende indistinguibili, della democrazia rimane la forma ma svanisce il contenuto.

Alle viste si profila la Tecnocrazia: lo Stato dirigista e il potere ai competenti. E ogni tanto, per pura cortesia, un voto confermativo.



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